Il parlamento italiano ieri ha approvato il decreto del Governo per migliorare l’approvvigionamento di energia elettrica in Sardegna e Sicilia, il così detto “Salva-Alcoa”. Il provvedimento contiene un mix di misure che contribuisce ad abbassare i costi dell’energia per la fabbrica di alluminio, sfruttando una maggiore disponibilità di energia interrompibile, ma anche attraverso l’interconnessione con le reti estere. Ora la pratica passa alla Commissione europea. A novembre, Alcoa aveva annunciato la temporanea chiusura delle fonderie Fusina vicino Venezia e Portovesme in Sardegna dopo che la Commissione Europea aveva ordinato all’azienda di restituire gran parte degli aiuti statali ricevuti in Italia dal 2006. Alcoa si è lamentata dei costi eccessivi dell’energia elettrica in Italia. Il nuovo decreto prevede che le linee elettrice che connettono la penisola con le isole Sicilia e Sardegna saranno riqualificate e i consumatori industriali usufruiranno di sconti per la fornitura elettrica se accettano la possibilità di temporanee interruzioni dell’offerta. A febbraio, Alcoa ha accettato di non chiudere le fonderia, che danno lavoro a circa 2.000 persone, per almeno 6 mesi. Alcoa, il Governo italiano e altre parti coinvolte nella questione dovrebbero incontrarsi ad aprile per discutere la situazione. Alcoa ha detto che la multa da 300 milioni$ comminatale dalla Commissione Europea avrebbe un effetto devastante sull’azienda, considerando il crollo dei prezzi dell’alluminio e la recessione globale del 2009. Ora la pratica passa alla Commissione europea.
ALLUMINIO: ITALIA APPROVA DECRETO ENERGIA PER AIUTARE ALCOA
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