Commento del 25 giugno: Borse, materie prime, inflazione, disoccupazione e aspettative di crescita

Venerdì Giugno 26thAnalisi Tecnica, NOTIZIE, Senza categoria Category

I grafici che seguono sono sia di analisi tecnica sia di analisi macroeconomica e servono ad approfondire alcune importanti relazioni intermarket tra le borse e indicatori economici come l’inflazione e il tasso di disoccupazione. L’attuale crisi economica, susseguente alla crisi finanziaria innestata dai mutui subprime, registra un crollo del PIL ad ogni livello, un crollo del commercio mondiale che non ha salvato neanche aree dinamiche come la Cina e l’India , un calo ai livelli minimi dal 1997 dell’inflazione e soprattutto al raggiungimento di un elevato tasso di disoccupazione che è una delle principali preoccupazioni dei governi come ben si evidenzia dal grafico n.1

Grafico 1

 

Il grafico fa vedere l’andamento comparato dell’S&P 500, dell’inflazione e disoccupazione in USA

Grafico 2

 

Grafico 3

Il grafico 3 fa vedere l’andamento comparato tra S&P500, CRB Index e petrolio

Grafico 4

Il grafico 4 fa vedere l’andamento comparato tra S&P500, CRB Index

 

Grafico 5

 

Il grafico 5 fa vedere l’andamento comparato tra S&P500

Grafico 6

 

Il grafico 6 fa vedere l’andamento comparato tra S&P500 e indice VIX (volatilità delle borse)

Grafico 7 Indice MIBTEL Allshare

 

Grafico 8    S&PMIB 40 giornaliero

 

Grafico 9  S&PMIB 40  settimanale

 

Grafico 10  S&PMIB 40 mensile

 

Dal 1997 la crescita della borsa, al di la delle bolle speculative che si verificano in genere alla fine di un lungo trend rialzista, è sempre sostenuta da un PIL in crescita il quale comporta un rialzo dei prezzi  (inflazione) e un calo della disoccupazione. Il grafico 1 ci fa vedere che attualmente l’inflazione è ai minimi e la disoccupazione ai massimi degli ultimi 12 anni. Il grafico 2 ci fa vedere che attualmente l’inflazione è negativa (deflazione).Il grafico 3 ci fa vedere che lo S&P nel 1997 è cresciuto grazie ai prezzi bassi ma poi il rialzo dell’indice è proseguito in parallelo col rialzo del CRB Index. La correlazione positiva è ancora più evidente nel grafico 4. La borsa sale quando il CRB Index riprende a salire. Ne consegue che un rialzo della borsa più duraturo ha bisogno che il PIL riprenda  a crescere e conseguentemente riprenda a crescere il livello dei prezzi (un po’ di inflazione fa sempre bene) e inizi  a scendere il tasso di disoccupazione.  Il grafico 5 ci fa vedere che il rialzo della borsa americana a partire dal 9 marzo di quest’anno è avvenuto allorquando le quotazioni avevano raggiunto un supporto di lunghissimo periodo che partiva addirittura dal 1995. (tra l’altro notare che l’RSI a 14 periodi era in forte ipervenduto – evento che si era verificato solo un’altra volta nel 2002). In questo periodo (mese di marzo) e più esattamente da inizio 2009 ad oggi, non vi sono stati segnali reali di miglioramento del quadro economico anche se più volte si è ripetuto che il bottom è stato toccato (su questo non tutti sono d’accordo). Quindi il rialzo delle borse è stato essenzialmente un fatto tecnico; il raggiungimento di supporti importanti, forte ipervenduto e aspettative di crescita. Non sarebbe una sorpresa se dai valori attuali ci fosse uno storno dei prezzi fino all’area 760 (-16%). Da qui un ulteriore calo verso l’area 660-600 è possibile se le stime macroeconomiche non saranno buone, viceversa se usciranno dati rassicuranti l’indice potrà risalire. Certo è importante che la crescita della disoccupazione si arresti e i prezzi riprendano moderatamente a salire. Il grafico 6 ci fa vedere l’andamento comparato tra S&P 500 e indice VIX (volatilità delle borse) negli ultimi tre mesi. Il VIX attualmente si trova ai minimi storici e tutto lascia presagire una inversione del trend (la volatilità riprende a salire). Quando questo avverrà inizierà la discesa dello S&P. Viceversa un segnale positivo sarebbe il superamento di quota 960.

Analisi MIBTEL (grafico 7)

La situazione del nostro indice Mibtel è abbastanza similare. Elevata possibilità di storno fino all’area 17200 – 17000 (-10%). Importante notare come l’RSI tra il 1985 ed oggi sia andato in ipervenduto solo 3 volte – settembre 92, settembre 2002,settembre 2008. Nei due precedenti casi l’inversione del trend da ribasso a rialzo fu confermata dal superamento della media mobile a 12 periodi. Nell’ultimo caso questa conferma non è ancora arrivata.

Analisi MIB 40 grafici 8,9,10

Il grafico giornaliero fa vedere che attualmente l’indice si trova in un range laterale compreso tra 20700 e 18000. L’uscita UP  da questo canale può portare l’indice verso l’area 23000 (+ 23% dai valori attuali); l’uscita DOWN può portare l’indice verso l’area 15000 (-18% dai valori attuali). Le possibilità più elevate sono che si resti all’interno del canale. I valori attuali sono sotto la media mobile a 13 giorni e l’RSI è in zona neutra e non da spunti significativi.

Il grafico settimanale fa vedere che attualmente l’indice si trova in un range laterale compreso tra 20700 e 18000. L’uscita UP  da questo canale può portare l’indice verso l’area 23000 (+ 23% dai valori attuali); l’uscita DOWN può portare l’indice verso l’area 15000 (-18% dai valori attuali). La violazione al ribasso della mm a 13 settimane e l’impostazione ribassista degli indicatori di momentum portano a concludere che le possibilità più elevate sono che si vada verso un’uscita down dal canale.

Il grafico mensile fa vedere che il rimbalzo avviato dopo il bottom del 9 marzo ha avuto una battuta d’arresto confermata sia dal mancato superamento della resistenza a quota 21200 sia dalla mancata violazione della mm a 13 mesi. L’RSI è rientrato dal forte ipervenduto ma non da ancora valide indicazioni di avvio di una fase rialzista.

Nel complesso quindi le indicazioni suggeriscono di ridurre le posizioni long. L’avvio di un rialzo più duraturo tecnicamente passa dal superamento di quota 21200 mentre dal punto di vista macro conterà molto il sentiment positivo o negativo verso le possibilità reali di ripresa economica che si affermerà tra la gente oltre che tra chi governa. Data per scontata (e già assorbita dal mercato) la forte caduta del PIL a livello mondiale , europeo e italiano, il rialzo di Piazza Affari nei prossimi mesi dipenderà da quale sentiment prevarrà (positivo o negativo). Ovviamente, anche per l’Italia vale quanto già detto per l’America: nella formazione del sentiment rientra il tasso di disoccupazione (che deve scendere) e una ripresa dei prezzi dettata non dalla speculazione ma dalla crescita reale della domanda di beni e servizi. 

Focus di analisi tecnica su Titoli italiani

Fiat                        Astaldi                  Edison                  Luxottica                             Sorin

Sabaf                    Coin                      Hera                      Telecom Italia                   Prysmian

 

A che punto è la crisi attuale? Cosa insegna il confronto con le precedenti crisi?

Guardando il grafico 10 notiamo che l’attuale crisi dura da 9-10 mesi mentre le altre sono durate diversi anni. La durata delle precedenti crisi, confrontabili per gravità ed intensità, non induce all’ottimismo; ci aspettano tanti altri mesi di crisi economica e di conseguenza di ribassi delle borse. Se però guardiamo alle manovre economiche messe in opera dai governi più importanti a cominciare dalla enorme liquidità riversata sui mercati, si è portati ad un maggiore ottimismo e a credere che il momento di svolta sia più vicino di quanto i dati lascino intendere. Attenzione però a non confondere il rialzo /ribasso delle borse con la crescita/decrescita economica. Una riduzione dei corsi di borsa e soprattutto una riduzione del livello di volatilità può anche essere un fatto positivo e concorrere alla crescita economica. Non dimentichiamo infatti che la borsa è anche una fonte di finanziamento per le aziende (quotate).

Ottimisti o pessimisti ?

Grafico 11

 

1 Comments

  1. acquisto comparativo, compara prezzi,
    Mercoledì 25 Novembre 2009

    Intrigante soggetto e commenti

Lascia un commento

Size

Colors