G 20, BCE, DOLLARO E METALLI
A Londra i “grandi” della terra stanno discutendo dei massimi sistemi; ognuno ha la sua ricetta e nessuno vuole rinunciare alla massima visibilità, indipendentemente dalla bontà delle sue proposte. Le previsioni macroeconomiche restano negative mentre, qui e la, si sono timidi segnali di ripresa specie in America. La BCE ieri ha tagliato i tassi, il sesto cambio dall’ottobre scorso, portando il livello dei tassi REFI a 1,25 . L’euro se ne avvantaggia, o meglio, il dollaro se ne svantaggia, e il cross vola a 1,35. A giudicare quindi dal cambio euro dollaro, sembra che l’Europa sia forte e l’America no. Sarà, ma io francamente comincio a non capirci niente per quanto riguarda le valute, e comincio a pensare che l’idea della Cina di pensare ad una valuta internazionale che gradatamente sostituisca il dollaro a livello commerciale, non sia da scartare in toto, ma sarebbe seriamente da approfondire. Intanto i mercati volano e sulle singole borse si vedono performance a due cifre, come se fossimo in un mercato toro.
Intanto, seguendo il dollaro, i prezzi dei metalli rialzano la testa incuranti sia dell’alto livello degli stocks, sia della domanda fiacca e sia della crisi economica. Il rame è schizzato oltre 4100$, l’alluminio oltre 1400, e così via. Durerà?
VI RICORDO L’INSEGNAMENTO DI UN VECCHIO OPERATORE DELLA BORSA MILANESE: I MERCATI VANNO SEGUITI ANCHE QUANDO NON SI CAPISCONO.
Aspetto le vostre considerazioni Cosimo Natoli
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