Il grafico soprastante mostra i maggiori ribassi dell’indice Dow Jones a distanza di 500 giorni dai massimi che aveva raggiunto in precedenza.
Come si può notare il crollo del 1929 è stato il più violento e, a distanza di quasi 2 anni, il Dow Jones aveva perso circa il 60% del suo valore. Il rettangolo bordeaux mostra il calo di questi ultimi due anni, ovvero la performance del Dow dal picco massimo registrato nel 2007. Il calo è di quasi il 50% e tenendo conto dei recenti ribassi di questi ultimi giorni è sicuramente superiore.
Ciò significa che l’attuale crisi economico-finanziaria sta generandoin Borsa gli stessi effetti devastanti della più spaventosa crisi della storia, quella del 1929. E con tutta probabilità, il calo dell’indice americano, come del resto dei listini più importanti del mondo, non è ancora arrivato alla fine.
L’analisi del Dow Jones è di fondamentale importanza in quanto vi è una stretta relazione con l’andamento del rame.

Il grafico qui sopra mostra l’andamento del Dow Jones (grafico a barre) e quello del rame (linea blu). Come si può notare negli ultimi anni la correlazione tra i due indici è divenuta via via più forte. L’indice americano, con i recenti ribassi, si è portato sui minimi degli ultimi 12 anni, mentre il rame, nonostante il crollo verticale di questi ultimi mesi è sui valori del 2003/2004. Alla luce di tutto ciò si può ritenere che se l’indice Dow Jones continuerà a scendere, superando così la performance negativa registrata nel 1929-31, il rame non possa fare altro che scendere ulteriormente dagli attuali valori e, se dovesse arrivare sui minimi degli ultimi 10-12 anni, si potrebbero addirittura rivedere i 1400-1500$/ton, un’ipotesi alquanto funesta. Cosa pensate Voi lettori? Ci sono le possibilità reali di una discesa dei prezzi del rame addirittura verso i 1500$/ton, ovvero un ulteriore -50% dagli attuali valori?
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