Tratto dal Financial Times:
TRADUZIONE A CURA DELL’UFFICIO STUDI WIN CONSULTING
A prima vista, sembra proprio che l’alluminio stia sfidando le leggi di gravità. Le scorte in giacenza presso i magazzini ufficiali del London Metal Exchange hanno toccato un nuovo record storico settimana scorsa e sono pari a circa 5 volte i livelli del 2008. Ma i prezzi stanno salendo nonostante l’eccesso degli stocks, saliti del 30% da febbraio.
Secondo Stephen Briggs, analista della Royal Bank of Scotland di Londra, la situazione attuale è alquanto bizzarra.
Gli analisti prevedono che le scorte di alluminio supereranno i 5 milioni ton entro il 3° trimestre, in una vera e propria impennata, considerando che tra il 2005 e il 2008 le scorte di alluminio non superavano 1 milione ton. Questo perché la domanda è ormai di gran lunga inferiore all’offerta, nonostante gli innumerevoli tagli alla produzione.
I prezzi hanno continuato a salire fino a toccare i massimi degli ultimi 5 mesi settimana scorsa a quota 1.701 $/ton, sebbene restino molto al di sotto del record storico di 3.380 $/ton segnato a luglio del 2008.
L’alluminio è un metallo molto importante per l’economia globale. Il suo rapporto peso/forza lo rende idoneo per l’utilizzo in moltissimi settori, dalle costruzioni all’industria aerea e dei treni.
Questi settori, sono stati pesantemente colpiti dalla crisi economica, che ne ha fatto crollare i consumi. David Wilson, analista di Société Générale a Londra, pensa che la conseguente saturazione d’offerta sul mercato sia così elevata che ci vorrà moltissimo tempo per disfarsene.
Secondo Wilson, sarà alquanto improbabile assistere ad una ripresa della domanda che sia in grado di assorbire tutta l’offerta, anche se in Cina comincia ad aumentare l’appetito per questo metallo.
Molti analisti sono convinti che l’alluminio abbia smentito lo scenario ribassista dei suoi fondamentali, in parte grazie all’entusiasmo che circonda le commodities considerate come un recovery play, con gli investitori pronti a comprare questi assets in maniera abbastanza indiscriminata, attraverso dei basket di metalli, petrolio e cereali.
Gayle Berry, analsita di Barclays Capital a Londra, ha detto che i metalli stanno traendo vantaggio dall’aumento della propensione al rischio degli investitori in tutto il mercato, hedge fund inclusi.
Una cosa curiosa è che i prezzi stanno cavalcando questo rally in parte perché gli investitori hanno calcolato che i fondamentali dell’alluminio sarebbero diventati estremamente negativi.
Gli investitori hanno puntato forte sul calo dei prezzi incrementando le posizioni short, in cui si compra l’alluminio prima di averlo realmente in mano, e scommettendo che l’offerta di alluminio avrebbe superato la domanda per colpa della crisi dell’industria aerea e delle costruzioni. Al primo segnale di ripresa dei prezzi, questi stessi investitori sono corsi verso l’uscita, chiudendo le loro posizioni ricomprando i contratti e facendo, quindi, salire ancor di più i prezzi.
Secondo la Berry, si è stati ribassisti per molto tempo, privilegiando le posizioni short. Questo però fa aumentare il rischio di un improvviso e brusco rally di short covering.
I prezzi sono supportati anche dalla paura che la produzione possa diminuire ancora. Le aziende di tutto il mondo, dalla russa UC Rusal all’americana Alcoa, hanno ridotto la loro offerta. Per questo molti analisti sono stati indotti a rivedere al ribasso del 5% le previsioni sulla produzione di alluminio nel 2009, il peggior calo produttivo annuale dopo il – 15% registrato nel 1982.
I tagli alla produzione hanno messo in tensione alcuni mercati. In Giappone, alcuni acquirenti hanno pagato, per la prima volta in un anno, un prezzo più alto per assicurarsi la fornitura di alluminio. Al contrario, dato che i prezzi continuano a correre, spinti dalla speranza che la ripresa economica trainata dalla Cina ravviverà la domanda mondiale, adesso molte fonderie stanno riprendendo la produzione interrotta, minacciando così di far affluire sul mercato nuova offerta.
Molti traders sono convinti che la Cina potrebbe riaprire molta della capacità ferma da alcuni mesi se il prezzo dell’alluminio dovesse tornare a superare i 2.000 $/ton.
Lo scenario dell’offerta è anche più complicato. I traders sul fisico che, incapaci di disfarsi della loro offerta a prezzi che potevano definirsi accettabili all’inizio dell’anno, hanno depositato parte del loro surplus tramite dei contratti di stoccaggio di lungo termine nei magazzini LME.
Questi contratti sono stati finanziati dalla differenza tra i prezzi spot bassi e i contratti a lunga scadenza, per cui è molto allettante avere a disposizione metallo in quel preciso momento ma ciò indica anche che parte di quello stesso metallo non più essere immesso immediatamente sul mercato.
Briggs è convinto che gli stocks non entreranno in circolazione ancora per un po’ di tempo, il che significa che la quantità di offerta disponibile sul mercato short è inferiore a quello che potrebbero far pensare le scorte LME.
Se, nel breve, questi fattori tecnici potrebbero di fatto supportare i prezzi, sono in pochi ad essere convinti che il prezzo dell’alluminio resterà così elevato nel medio termine, soprattutto se la domanda non comincerà davvero a riprendersi.
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