Nella giornata di ieri, martedì 16 dicembre, la Federal Reserve ha effettuato un maxi-taglio dei tassi di ben 0.75 punti base, portando così il costo del denaro praticamente a zero.
Alla luce di questa nuova situazione, cosa cambia per i metalli non ferrosi?
Come spesso abbiamo ribadito, il trend dei metalli, come del resto quelle delle commodities in generale, è strettamente correlato all’andamento del mercato valutario, ed in particolare al trend del dollaro.
In queste ultime settimane la valuta americana si è svalutata notevolmente nei confronti dell’euro, tant’è che il cross €/$ è passato da 1.25 a 1.42 in brevissimo tempo.
Il dollaro, inoltre, ha notevolmente accelerato al ribasso proprio ieri sera dopo l’annuncio del taglio dei tassi di interesse in America, sprofondando fino a quota 1.42.
La debolezza della valuta americana solitamente farebbe schizzare in alto le quotazioni di tutte le commodities, ma ciò non sta accedendo.
La spiegazione di questa “anomalia” risiede nel fatto che il trend di tutte le materie prime, metalli industriali inclusi, è decisamente ribassista, per cui non si sta verificando un rimbalzo delle quotazioni, quanto piuttosto un calo meno marcato.
Tale situazione sta rendendo molto più interessanti le quotazioni in euro.
Basti pensare che il rame si è portato sotto i 3.000$/ton proprio nella seduta odierna ed in € addirittura a 2.080€/ton; l’alluminio che quota poco sotto i 1.500$/ton, in € quota poco più di 1.000€/ton.
In queste sedute con l’euro in netta ripresa sul dollaro, e con il trend dei metalli decisamente ribassista, le aziende che sono solite fare le fissazioni in valuta europea sono nettamente avvantaggiate.
Inoltre il trend ribassista dei metalli, alle prese con una crisi economico-finanziaria sempre più forte e duratura, è destinato a perdurare per parecchi mesi. Ne è la prova anche il continuo e fortissimo aumento degli stocks, ormai ai massimi degli ultimi 8 anni, per la maggior parte dei metalli.
Alla luce di tutto ciò, se il dollaro continuerà a svalutarsi nei confronti della valuta europea, le quotazioni dei metalli in euro saranno decisamente più convenienti e si presenteranno ottime opportunità d’acquisto.
Sarebbe interessante, qualora qualche lettore sia disposto a commentare tale articolo, a ricevere qualche testimonianza da parte di investitori o aziende del settore che si trovano ad affrontare questa situazione di mercato molto delicata.
Emanuele Giuliani - Analisita Tecnico
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