L’azienda mineraria finlandese Talvivaara Mining ha detto che il nickel, best performer LME nel 2010, è ormai maturo per una prossima correzione dei prezzi, perché la domanda occidentale sta diminuendo per andare di pari passo con quella dei mercati emergenti di Cina e India. Il mese scorso, da un sondaggio di Rueters sul nickel è emerso che il mercato del nickel dovrebbe registrare un deficit di circa 23.500 ton nel 2010, grazie alla ripresa della domanda dell’industri dell’acciaio inox. Ma Pekka Pera, CEO di Talvivaara, ha detto che la domanda anemica al di fuori dell’Asia poterà ad avere un mercato più bilanciato, con i prezzi in discesa fino a circa 18.500 $/ton, per rispecchiare meglio la reale condizione dei fondamentali. Secondo Pera, non ci sono ancora stati segnali tangibili di una ripresa della domanda dei produttori di inox in occidente. Il nickel è stato il metallo con la miglior performance del comparto LME, registrando un aumento del 34,9% nel 1° trimestre 2010. Nelle ultime settimane, i dati LME mostrano la presenza di una posizione dominante che controlla il 50-80% dei cash warrants LME. Alcuni traders e fonti di mercato hanno detto che l’hedge fund di New York Touradji Capital Management sta scommettendo sul miglioramento della domanda I livelli delle scorte i prezzi stanno salendo contemporaneamente e ciò non ha alcun senso. Ecco perché Pera prevede che i prezzi del nickel sono destinati ad una correzione nel breve periodo. I fondi hanno investito parecchio nel nickel, con un conseguente incremento degli stocks. Le scorte di nickel monitorate dal LME sono pari a 155.670 ton, in calo dal record storico di 166.476 ton toccato all’inizio di febbraio. Talvivaara ha poi confermato il suo target produttivo di 30.000 ton di nickel nel 2010, 40.000 ton nel 2011 e 50.000 ton nel 2012.
Marzo: prezzi in forte rialzo
Prezzi LME in rialzo nonostante le scorte
Il mese di marzo ha registrato un deciso rialzo dei prezzi per tutti i metalli non ferrosi quotati all’LME. Di conseguenza l’indice della borsa- LMEX- ha guadagnato quasi il 9%. Tra i rialzi mensili spicca quello del nichel superiore al 21%. Questo metallo è quello che presenta anche la performance da inizio anno con un 35%.
Questi rialzi sono giustificati in parte dalle aspettative di crescita economica (e quindi di crescita della domanda di materie prime) che dovrebbe concretizzarsi già nell’arco di questo 2° trimestre e in parte dall’aumento di interesse dei cosiddetti “no commercial” (fondi d’investimento, large and small speculators…) che stanno accrescendo le loro posizioni long. Si stima infatti che rispetto ai 50 miliardi di dollari del 2009, si dovrebbe arrivare a circa 70 miliardi di dollari per il 2010 investiti nelle commodities trattate in Borsa attraverso i derivati (future, opzioni, certficati, fondi etc).
Tra le commodities primarie come il petrolio o l’oro, ci sono i metalli industriali come il rame e l’alluminio. Recentemente molti fondi d’investimento americani specializzati in commodities hanno espressamente dichiarato di aumentare le loro posizioni su zinco e nichel in considerazione delle loro interessanti prospettive di crescita. Il nickel tra l’altro è il metallo che generalmente ha una volatilità dei corsi piuttosto elevata e perciò si presta bene ad un trading più speculativo. Che il rialzo delle quotazioni dei metalli non ferrosi da anni sia dovuto più a fattori speculativi che ai fondamentali lo dimostra l’elevato livello degli stocks LME che, a parte l’alluminio secondario, riguarda tutto il comparto. Gli stocks LME del rame sono a quota 514.000, livello che può considerarsi medio alto. Quelle dell’alluminio a quota 4600.000 sono decisamente alte per non parlare di quelle del piombo che si trovano al livello più alto dal 2003.
Effetto Dollaro
Il recupero del dollaro (circa l’8% dai massimi di dicembre) ha proseguito anche in marzo per il 5° mese consecutivo. La chiusura del cross è stata a quota 1,35 praticamente sugli stessi livelli del mese scorso, quando si era attestata a quota 1,3510. L’apprezzamento della valuta americana questa volta non ha però frenato il rialzo dei prezzi dei metalli che sono stati condizionati dai forti acquisti di tipo speculativo.
Aspettative
Un recente sondaggio condotto dalla Reuters ha evidenziato che per il 2010 è attesa una generale diminuzione della domanda e di conseguenza della produzione mineraria per tutti i metalli. Per tutti i metalli inoltre è prevista una situazione di surplus per quanto riguarda il rapporto tra domanda complessiva e produzione globale. Solo per lo stagno c’è qualche società di ricerca che ipotizza una possibile situazione di deficit. E’ evidente che una previsione del genere, ove si dimostrasse esatta, implicherebbe necessariamente una bassa o nulla crescita economica e in ogni caso una crescita che non sarebbe in grado di stimolare un aumento della domanda.
ANALISI EURO-DOLLARO : VERSO 1.30
Dopo quasi due mesi di fase laterale, riprende il trend ribassista dell’euro nei confronti della divisa americana. I tassi di riferimento odierni della BCE per quanto riguarda il cross euro-dollaro sono pari a 1.3338. Il trend ribassista era iniziato a dicembre 2009 (massimo a 1.5120). In 4 mesi l’euro si è deprezzato di quasi il 12% . Ora il cambio sembra puntare dritto verso quota 1.30.
L’euro si conferma sotto pressione per le incertezze legate alla situazione debitoria della Grecia anche se oggi e domani i riflettori saranno puntati sul summit UE che verterà proprio sulle strategie che i paesi dell’Eurozona dovranno adottare su questa questione . Alle incertezze legate alla Grecia si aggiungono quelli relativi al Portogallo dopo che l’agenzia internazionale Fitch, ha rivisto al ribasso il rating a lungo termine del paese andaluso portandolo da AA ad a AA- con outlook negativo. Tutto questo penalizza la divisa unica. Facciamo presente che un cambio di rotta duraturo del dollaro nei confronti dell’euro non potrà non avere ripercussioni sui prezzi delle materie prime.
COMMENTO GENERALE DEI METALLI NON FERROSI LME ANALISI E TENDENZE
Nella settimana scorsa, le quotazioni dei metalli non ferrosi si sono mosse in ordine sparso. Quotazioni in forte rialzo per l’alluminio secondario e il nichel, praticamente stabili per l’alluminio primario, per il rame e lo stagno e in deciso ribasso per il piombo e lo zinco. Per l’alluminio secondario il rialzo corposo può essere spiegato con il basso livello degli stocks e una certa difficoltà degli operatori a trovare i rottami. Dal lato degli stocks ufficiali si è registrato un andamento diversificato: in calo quelli dell’alluminio secondario (nuovo minimo annuale), rame (alla 4° settimana consecutiva di ribasso) e nichel (alla sesta settimana consecutiva). In rialzo quelli di zinco, alluminio primario (vicini ai massimi annuali), di stagno e piombo che ha registrato il nuovo massimo dal 2003. Per quanto riguarda il rialzo delle quotazioni del nickel superiore al 4%, a nostro avviso, può aver influenzato la notizia di una nuova aspettativa di ripresa dei consumi di acciaio inox a base di nichel
Aspettative: attenzione alla Cina
Una delle ultime notizie giunte sui monitor degli operatori, riguarda il dato sulla bilancia commerciale della Cina. A quanto pare, per la prima volta dal 2004, il gigante asiatico ha registrato un saldo negativo tra valore delle esportazioni e valore delle importazioni. Questo dato può essere il risultato di importazioni maggiori delle esportazioni o , a parità di importazioni ed esportazioni, di una penalizzazione derivante dalla svalutazione dello yuan cinese rispetto alle altre valute. In ogni caso è un dato negativo perchè denota un rallentamento delle esportazioni cinesi soprattutto nell’area Ocse, e mette in evidenza la disparità di cambio tra la valuta cinese e le altre principali valute con cui la Cina effettua il principale interscambio commerciale (dollaro, euro, yen). L’avvio delle Borse europee stamane è stato negativo e questo inevitabilmente sta condizionando le quotazioni delle materie prime a cominciare dai metalli non ferrosi che hanno aperto tutti in ribasso. Data la relazione tra andamento delle borse e andamento dei prezzi del rame (ma anche degli altri metalli), un proseguimento del ribasso delle prime non potrà che riflettersi negativamente anche sull’andamento dei prezzi dei metalli. Nel breve termine perciò potremmo assistere ad uno storno generalizzato delle quotazioni lme dei non ferrosi che può facilitare alle aziende manifatturiere, la fissazione degli ordini più urgenti di metallo fisico .
ALLUMINIO: ITALIA APPROVA DECRETO ENERGIA PER AIUTARE ALCOA
Il parlamento italiano ieri ha approvato il decreto del Governo per migliorare l’approvvigionamento di energia elettrica in Sardegna e Sicilia, il così detto “Salva-Alcoa”. Il provvedimento contiene un mix di misure che contribuisce ad abbassare i costi dell’energia per la fabbrica di alluminio, sfruttando una maggiore disponibilità di energia interrompibile, ma anche attraverso l’interconnessione con le reti estere. Ora la pratica passa alla Commissione europea. A novembre, Alcoa aveva annunciato la temporanea chiusura delle fonderie Fusina vicino Venezia e Portovesme in Sardegna dopo che la Commissione Europea aveva ordinato all’azienda di restituire gran parte degli aiuti statali ricevuti in Italia dal 2006. Alcoa si è lamentata dei costi eccessivi dell’energia elettrica in Italia. Il nuovo decreto prevede che le linee elettrice che connettono la penisola con le isole Sicilia e Sardegna saranno riqualificate e i consumatori industriali usufruiranno di sconti per la fornitura elettrica se accettano la possibilità di temporanee interruzioni dell’offerta. A febbraio, Alcoa ha accettato di non chiudere le fonderia, che danno lavoro a circa 2.000 persone, per almeno 6 mesi. Alcoa, il Governo italiano e altre parti coinvolte nella questione dovrebbero incontrarsi ad aprile per discutere la situazione. Alcoa ha detto che la multa da 300 milioni$ comminatale dalla Commissione Europea avrebbe un effetto devastante sull’azienda, considerando il crollo dei prezzi dell’alluminio e la recessione globale del 2009. Ora la pratica passa alla Commissione europea.
OPEC BASKET DAILY
OPEC è l’acronimo di “Organization of the Petroleum Exporting Countries” - organizzazione dei paesi esportatori di petrolio -. E’ stata fondata durante la Conferenza di Baghdad nel Settembre del 1960, inizialmente ne facevano parte 5 Paesi (Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita e Venezuela), in seguito il loro numero è salito ad 11, con l’ingresso del Qatar (1961), dell’Indonesia (1962), della Libia (1962), degli Emirati Arabi Uniti (1967), dell’Algeria (1969) e della Nigeria (1971). Insieme coprono circa il 40% della produzione petrolifera mondiale e il 14% di quella di gas naturale. Nel loro sottosuolo, inoltre, è racchiuso quasi l’80% delle riserve di petrolio planetarie, un quarto lo detiene la sola Arabia Saudita. Si tratta di un’organizzazione internazionale che raggruppa alcuni stati che hanno nell’esportazione del petrolio la loro maggiore fonte di entrate economiche. Proprio perché la più consistente fonte di guadagni di questi paesi è data dalla vendita del greggio (detenuto per la maggior parte da questi Stati), risorsa, che, una volta esaurita, necessita milioni di anni per riformarsi, l’OPEC controlla e limita la produzione di petrolio da parte dei paesi membri. Obiettivo dell’organizzazione è la stabilità del mercato del petrolio, attraverso una regolazione dei livelli di produzione dei paesi membri che aiuti a mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta.
Osservazione del grafico (analisi tecnica)
Da un punto di vista tecnico notiamo che il prezzo del petrolio OPEC è in fase di trading range da ottobre 2008 nell’area di prezzo tra 70 e 80 $. La soglia dei 70-80 $ è stata individuata poiché è definita come la quota minima per garantire un guadagno adeguato anche ai giacimenti muniti di impianti più vecchi, inoltre è una soglia sufficientemente alta dal favorire anche un adeguato ma lento investimento sulle energie alternative ma non è così elevata da spaventare i consumatori. Fare attenzione quindi a questi due valori. Nel caso in cui il prezzo OPEC superi quota 80$ potrebbe esserci una accelerazione rialzista. Nel caso in cui invece il prezzo scenda sotto quota 70$ possibile attendersi una ulteriore accelerazione ribassista. Ovviamente tutto questo se supportato dai volumi.
Lo scenario rialzista potrebbe essere supportato da :
· fattori geopolitici, tensioni sociali nei paesi produttori (ad es. in Africa come la Nigeria, la Libia, o nel medio oriente come Iraq, Iran ecc.);
· dal rapporto del dollaro (Dollar Index)
· corellazione/decorrelazione dollaro-petrolio (se il dollaro si deprezza il prezzo del petrolio sale e viceversa).
Viceversa, lo scenario ribassista può essere supportato da:
· aumento dei tassi di interesse ( per contrastare una possibile crescita dell’inflazione);
· aumento delle scorte del greggio oltre i valori attuali
a cura di Cosimo Natoli. Ft Support-Winconsulting
PERFORMANCE REPORT 2009
METALLI NON FERROSI
PERFORMANCE REPORT 2009
“Seguire il trend senza subirlo”
Su richiesta dei nostri clienti abbiamo elaborato le performance ottenute dai nostri report relativi ai singoli metalli non ferrosi quotati all’LME-London Metal Echange (rame, alluminio, nickel,piombo, stagno e zinco).
I risultati esposti sono stati estrapolati dalla sola lettura dei report settimanali su ciascun metallo ipotizzando di aprire e chiudere una posizione (long e/o short relativa ad un solo lotto) sul future a 3 mesi. La performance del future a 3 mesi invece è stata calcolata rilevando la chiusura ufficiale al 31 dicembre del 2008 e quella al 31 dicembre 2009. Non è stata fatta alcuna gestione della posizione. Notare il numero molto contenuto delle operazioni eseguite applicando una logica operativa più vicina al concetto dell’hedging (copertura del rischio prezzi) e non al concetto del trading finalizzato alla massimizzazione del rendimento. L’obiettivo primario dei nostri report è quello di interpretare il più possibile correttamente il trend per cercare di dare indicazioni utili per seguirlo senza subirlo. Chi avesse seguito pedissequamente i suggerimenti operativi forniti dai nostri report settimanali avrebbe ottenuto dei buoni risultati per alcuni metalli e ottimi per altri. Nel complesso li consideriamo dei risultati NIENTE MALE!
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METALLO |
Performance ottenute dalle indicazioni del report |
Totale operazioni fatte in seguito alle indicazioni del report |
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Rame |
+ 82,17% |
11 long e 6 short 13 positive e 4 negative |
151% |
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Alluminio 1° |
+ 29,88% |
9 di cui 7 long e 5 short 5 positive e 4 negative |
50% |
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Nickel |
+ 62,15% |
12 di cui 5 long e 4 short 9 positive e 3 negative |
70% |
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Piombo |
+ 80,84% |
7 long e 1 short 6 positive e 2 negative |
161% |
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Stagno |
+ 61,18 |
9 di cui 6 long e 3 short 5 positive e 4 negative |
66% |
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Zinco |
+ 73,31 |
8 di cui 5 long e 3 short 5 positive e 3 negative |
125% |
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Alluminio 2° |
+ 54,80 |
8 di cui 6 long e 2 short 6 positive e 2 negative |
78% |
Attenzione: i dati sopraesposti non hanno la pretesa di dare informazioni circa la replicabilità dei risultati in futuro, ne tanto meno esprimono una valutazione della qualità oggettiva del report; il nostro intento è quello di dare, soprattutto alle aziende qualche elemento aggiuntivo in più per prendere in seria considerazione la gestione del rischio prezzi.


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