IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E’ PESSIMISTA, ANCHE LA CINA TAGLIA LA PRODUZIONE DI METALLI MA METTE SUL PIATTO 600 MILIARDI DI DOLLARI PER SOSTENERE L’ECONOMIA
Le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale hanno evidenziato un peggioramento dei fondamentali macroeconomici e teme che nel 2009 ci sarà la peggior contrazione della crescita dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. A ruota, molti enti di ricerca hanno aggiornato le loro stime sui corsi dei metalli non ferrosi, rivedendoli al ribasso. E’ il caso della società australiana Macquarie Bank che ritiene vi sarà una domanda debole di metalli anche nei prossimi mesi e questo contribuirà a tenere basse le quotazioni. Dal lato della produzione mineraria si registrano già le prime riduzioni delle capacità produttive di molti impianti da quelli del rame a quelli dell’alluminio, dal nichel allo zinco. Questa riduzione ha il duplice obiettivo: ridurre i costi e sostenere i prezzi. Un caso molto emblematico è quello della Chalco, la più grande società cinese e la terza al mondo nella produzione di allumina (il materiale intermedio da cui si ottiene l’alluminio primario) che ha ridotto la sua produzione del 38% a partire dallo scorso 5 novembre. Contemporaneamente il governo di Pechino ha annunciato di aver varato un piano di 600 miliardi di dollari per sostenere l’economia cinese a cominciare dai settori produttivi di materie prime, inclusi i metalli. ( In America il piano votato è di 170 miliardi). Questo piano, che in un primo momento aveva ridato fiato alle commodities, sembra, alla luce della fortissima crisi economica mondiale, non essere stato apprezzato dal mercato, con i prezzi delle materie prime che potrebbero scendere ulteriormente nelle prossime sedute.
Cosimo Natoli - Responsabile Ufficio Analisi
Lunedì 2 Marzo 2009
38% di allumina…se questa non è crisi, speriamo di rivedere il sole!